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Tetris Ice Cube Trays

Posted on December 19, 2008
Category:

tetris ice cube trays

Russian design studio Mystake turned to the previous generation for inspiration for their ice cube tray. People, meet the Tetris Ice Cube tray. Icetris for short.

Designer Dima Komissarov, member of the Mystake design team came up with the nostalgic, colorful neon molds that you can not only use to hold ice, but tetris jellos, tetris popsicles and even tetris soap as well.

Sounds like an invitation to play with your food right?

That should be fun except that you have to move really fast or your pieces could melt before you can do a triple or a tetris.

Then again, how are you supposed to play ice tetris without a big enough container to hold it, right? Mystake design studio probably is already working on it.

The Tetris Ice Cube Trays are available in stores and online for $9.99

Image source: Technabob

 
 

Comments

 
[...] Computer come Commodore 64 e ZX Spectrum non si tengono vivi solo per affetto. Programmare un videogioco, un software, una demo in un pugno di kb è una sfida che un programmatore non può non sentire, soprattutto oggi che unità sempre più capaci fanno sì che si dia così scarsa importanza a un’economia delle informazioni. E le sfide sono moltiplicate da altre limitazioni hardware e di linguaggio, basti pensare al cosiddetto colour clash che affligge lo Spectrum: in una griglia di 8×8 pixel (un carattere) possono convivere solo due colori alla volta, per cui gli sprite e gli sfondi si macchiano a vicenda con trasbordi di colore dall’uno all’altro, costringendo i programmatori ad autentici salti mortali per arginare il problema. Sono frequenti contest in cui i limiti della macchina sono ulteriormente acuiti dal regolamento, dove si devono produrre software del peso complessivo di 2, a volte 1 solo kb. E i risultati sono spesso sorprendenti. Da tutt’altro spirito sono mossi gli utenti Amiga, che continuano a ritenere i principi fondanti della macchina attuali, e combattono una strenue battaglia per non arrendersi ai colossi di Apple e PC. Anche tra di loro si è vissuta una scissione, tra quelli che ritengono che l’evoluzione dell’Amiga debba essere sviluppata su hardware PowerPC e quelli che invece aprirebbero le porte all’Intel. Il sistema operativo AmigaOS è arrivato alla versione 4.1 e gli aggiornamenti latitano, anche se uno attesissimo è arrivato ad agosto. Come si presenta la scrivania di questi pronipoti dell’Amiga? Non molto differente dalla concorrenza, anche se dà l’impressione che il gap rispetto ai vari Windows, Ubuntu e MacOs si sia fatto ormai incolmabile, anche considerando le versioni del 2009. Ma più spesso, i nostalgici dei videogiochi d’epoca cercano un alleato nelle tecnologie più moderne, usando emulatori per pc, smartphone e tablet, sfruttando la brillantezza degli schermi moderni e la comodità di caricare il gioco attraverso le ROM, che istantaneamente fanno partire programmi che nei computer originari impiegavano molti minuti su cassetta e richiedevano estenuanti cambi di floppy su Amiga. Nei siti sopra elencati si trovano decine di emulatori, molti altri si possono reperire in giro per internet con una rapida ricerca su Google. Tuttavia, a parte alcune eccezioni (come in worldofspectrum.org, dove i software sono tutti diventati freeware grazie alle donazioni degli aventi diritto), scaricare ROM di cui non si possiede l’originale è illegale, per quanto assurdo possa sembrare parlando di prodotti fuori commercio da 20-30 anni. Venendo al retrogaming puro, un compromesso tra i nuovi pc e il desiderio di avere un apparecchio come quelli di una volta lo hanno trovato gli utenti più volenterosi e smanettoni tra quelli appassionati di MAME, un emulatore che permette di far girare quasi ogni videogioco abbia messo pedana in una sala giochi. I più volenterosi e smanettoni, dicevamo, si costruiscono un esclusivo MAMEcab, da personalizzare con le decorazioni dei videogiochi più amati e mettere al centro del salotto tipo monolite per far morire d’invidia gli amici e di rabbia la moglie. Per chi se la sentisse, c’è un intero dettagliatissimo wiki dedicato (), in italiano. Ai tempi della crisi, gli scenari futuri di retrocomputing e retrogaming sono incerti. Non genera business, o lo genera a livelli molto marginali, e molti appassionati alle prese coi bilanci domestici potrebbero accantonare la passione e limitarsi a qualche partitella ogni tanto su un emulatore, rinunciando a raccogliere le grandi sfide che la limitata potenza di calcolo e la ridicola risoluzione regalavano, costringendo a sforzi di fantasia autori e giocatori. Ma in fondo, a che servono schermi 3d, schede grafiche da fantastiglioni di poligoni e centinaia di frames al secondo, se il più bel gioco di sempre ha 27 anni e ci si può giocare anche se invece di un pc si usa un freezer? [...]

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